L’estate televisiva italiana (a parte le olimpiadi di Pechino) è stata dominata da programmi che non hanno lasciato il segno, anzi, si sono fatti ricordare per un riciclo di contenuti esagerato, talmente evidente che cambiando canale si rischiava di dire “Ma…questo non era anche sul 5?”.

Se da un lato la tecnologia ha fatto passi da gigante, questo non si può dire per la qualità dei contenuti trasmessi: persino alcuni evergreen hanno perso lo smalto di un tempo. Come al solito, una vera spinta innovatrice latita: c’è chi rischia di compiere 90 anni in diretta col microfono legato al bastone, mucchi di avvenenti signorine tutte uguali (stanno diventando come i cinesi, impossibili da distinguere), formule riproposte fino alla nausea e tragedie/litigi/nudità/violenza che imperversano a gonfiare la vena voyeuristica dello spettatore medio.

Ma a che servono gli schermi piatti, l’alta definizione,  tv con prese usb integrate, servizi che porteranno widget in tempo reale sui nostri schermi quando si evolve solo il mezzo e non il contenuto? Manca il coraggio di un cambio di direzione radicale, il solo modo per non rendere insensata ed anacronistica un’integrazione tra web e tv (che non si è smossa molto dai programmi del mitico Mago Zurlì) che, comunque, prima o poi si dovrà fare.

Sempre che Mike Buongiorno non abbia già scoperto l’elisir della vita eterna: perchè se ce l’ha (e vuoi che non lo passi al suo “Gruppo di conduttori da ospizio”) siamo finiti. Allegria!

P.S.: vi consiglio di non mancare al dibattito “Frontiere della televisione: mouse contro telecomando”, in programma domani al Blogfest 2008.

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Evidentemente, al Parlamento Europeo hanno ben altro da fare che approvare tutte le proposte avanzate dai mille curiosi personaggi che danno tanto colore all’Europa. Qualche amante di uno dei giochi che caratterizzano gli Stati Uniti, ha ben pensato di risolvere il problema Pirateria & P2P come facevano il mitico Nolan Ryan o Roger Clemens: tre strike, eliminato.

Già, perchè sulla scia della “Dottrina Sarkozy”, il parlamentare francese Guy Bono (evito ogni facile ironia), ha lanciato una bella palla slider presentando un emendamento che prevede la sospensione forzata del collegamento a internet nel caso un utente venisse “pizzicato” tre volte a scaricare e uploadare materiale coperto da copyright.

Alla prima ti tirano le orecchie, alla seconda una bella paternale e una settimana senza Tv, alla terza a letto senza cena…

Fortunatamente, l’emendamento è stato bocciato con la conclusione che internet e il suo accesso sono un diritto universale per il cittadino, facendo notare come non si possa trattare un file-sharer alla stregua di un pericoloso criminale. E meno male, perchè dopo i funesti risultati elettorali italiani, se fosse stato approvato anche il testo dell’emendamento, avrei davvero iniziato seriamente a pensare di fare i bagagli per il luogo più lontano e isolato possibile.

Ma non è tutto oro quello che luccica: la bocciatura non è vincolante, quindi ogni singolo stato può agire secondo le proprie leggi in materia. E considerando che l’anno prossimo quel simpaticone di Sarkozy sarà presidente dell’UE, la battaglia per un P2P non dico libero, ma regolamentato in maniera equa, sarà lunga e difficile.

Intanto noi rispondiamo con un fuoricampo: Guy Bono…sei eliminato!