Palinsesto personalizzato


Le Olimpiadi di Pechino non verranno ricordate solo per le tante polemiche che le hanno precedute, ma anche per la straordinaria copertura video che riceveranno. Non solo la Tv tradizionale o i canali satellitari: quest’anno la vera rivoluzione passa dal web e dalle ore di trasmissione in streaming che permetteranno di godere dei Giochi anche a Tv spenta (o assente).

RaiSport, in collaborazione con RaiNet ha realizzato il sito www.pechino2008.rai.it dove sarà possibile guardare tutte le gare che andranno in onda su Rai2 e sul canale del DTT RaiSport Più oltre alla presenza di altri sei canali che trasmetteranno singoli eventi in contemporanea, con la possibilità di “switchare” da uno all’altro. Un’offerta sostanziosa che, non solo affianca quella televisiva (che va dalle 2.30 alle 17.30 ora italiana), ma che si renderà appetibile ed autonoma per la sua interattività e per la capacità di coprire più eventi nello stesso momento alla quale si aggiungono anche i video di highlights, che potranno essere visti e rivisti a piacimento on demand.

E che dire di youtube.com/beijing2008, il canale di YouTube dedicato alle Olimpiadi che renderà disponibili 3 ore al giorno di immagini divise in clip della durata massima di 10 minuti: il servizio sarà disponibile solo per i 77 Paesi che non godono di copertura televisiva dell’evento olimpico, tra cui Nigeria, Corea del Sud e India (ci sarà un sistema di identificazione che bloccherà l’accesso al canale da altri paesi). Il team del portale video si è impegnato a vigilare sull’eventuale inserimento non autorizzato di video “olimpici” registrati da altri canali televisivi: dopo aver fatto i “conti” con Mediaset (o meglio, è Mediaset che ha cercato di fare un pò di conti per un assurdo risarcimento) è meglio stare in guardia: il Biscione è una brutta bestia e qualcuno potrebbe imitarlo.

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Per tutti gli appassionati del cinema vecchia scuola è nata First TV, sito che ci mette a disposizione un catalogo ben fornito di vecchi film, prevalentemente americani, in cui domina il genere horror e fantascientifico. First TV, promossa dalla concessionaria di pubblicità per televisioni locali Gti (Gruppo Televisivo Italiano), offre una buona qualità video, con una visione fluida anche per un’ adsl medio-bassa, frutto di una tecnologia che dovrebbe “sopportare” venti mila utenti connessi simultaneamente.

I costi verranno ammortizzati grazie alla vendita di spazi pubbicitari sia in-video, che tramite piccoli banner presenti all’interno della struttura del sito: per superare i momenti iniziali e per acquistare film più recenti da aggiungere al catalogo, si stima che siano necessari tre milioni di euro per canale.

Un’altra fetta di utenti da “rubare” ai palinsesti generalisti? Lo scopo è quello, visto il ruolo di leone un pò invecchiato che la TV ricopre attualmente.

Sembra essere un buon momento per il Citizen Journalism. Il cittadino-reporter sarà una delle figure più importanti dei prossimi anni e anche il web si è accorto di questa rivoluzione antropocentrica, aprendo nuovi spazi dedicati alle notizie provenienti dal basso, che entrano di diritto a far parte dei nostri palinsesti.

Il primo esempio che voglio citare è YouReporter, piattaforma tutta italiana dove l’utente può inserire foto e video che diventano notizie. I materiali possono essere ripresi gratuitamente anche dalla Tv e dai siti d’informazione per integrare articoli, servizi, reportage etc… a patto che venga citata la fonte. Insomma, un luogo virtuale dove viene dato spazio ad uno sguardo locale che rischia di non entrare mai nell’agenda setting.

Un’altro esempio illustre è quello di YouTube che ha deciso di aprire un canale dedicato esclusivamente al citizen journalism, chiamato Citizen News: lo scopo è quello di aggregare video di informazione vera e propria che potrebbero perdersi nel marasma di c…..e di cui è pieno il portale. Vi lascio al video introduttivo di Olivia, News Manager di YouTube.

Per concludere e giusto per rimarcare che qualcuno alla RAI si salva, Gianni Minoli e RAI Educational hanno deciso di lanciare un nuovo format, Citizen Report, basato sul contributo degli utenti della rete, che possono raccontare le proprie storie. Finalmente un esempio serio di interazione tra la rete, gli utenti e la televisione.

Il palinsesto (e anche noi) ringrazia.

Mancano ormai pochi giorni al’incontro, l’8 maggio a Roma, con Al Gore. Current tv sta per arrivare in Italia e questa non può che essere una buona notizia per me.

La battaglia per un palinsesto “nostro”, non imposto, libero da logiche anacronistiche, trova in Current tv il luogo adatto per attecchire a livello mondiale: il palinsesto di Current è fatto per un terzo dai video User Generated e le cifre sono destinate a crescere. Insomma, se hai materiale, Al Gore want you!

Vi invito a postare le vostre domande per Al Gore qui. Io a Roma ci sarò: speriamo che l’evento riesca bene, nonostante le polemiche e i malumori che lo hanno preceduto. Per chi non potrà essere presente, posterò un bel riassunto della gionata per raccontarvi quello che è successo.

Stay Tuned!

UPDATE

Non si possono più postare domande per l’evento: tra poco sarà resa nota la lista di quelle più votate che saranno rivolte direttamente ad Al Gore. Nota dolente, le continue polemiche: per sapere come la penso, vi rimando a questo splendido post ed al video di Tommaso Tessarolo che spiega con semplicità come è stato organizzato (bene, secondo me) il tutto.

Pomeriggio a casa da solo. Qualche ora di cazzeggio disponibile. La TV è spenta e la banda larga viaggia a pieno regime. Cosa c’è di meglio d’intrattenimento via internet a sostituzione di quelle scialbe trasmissioni del dopo pranzo?

Ecco come ho creato il mio palinsesto personalizzato, a voi la libera scelta di cosa guardare.

sfondo_ill.jpgPrima tappa è Entics Television. Quando si dice che in Italia non c’è creatività, basta fare un bel giro per la rete: Io li ho trovati grazie al blog di Salvatore Ditaranto, mio punto di riferimento nella blogosfera quando si parla di nuovi format e creatività. Entics è un giovane musicista milanese, mio coetaneo e vi invito a seguirlo anche sul suo MySpace. Vi assicuro che mi sono divertito da matti! Per farvi un’idea di quello che troverete vi invito a vedere il suo canale su YouTube.

Su 242MovieTv, punto di rifermimento per una distribuzione alternativa di materiale prodotto da giovani registi e film-maker che non trovano spazio “commerciale” della grande industria. Vi rimando al sito per consultare tutto l’archivio.

co-name.gif Su Peekvid potete trovare un ampio database di film, serie tv, cartoni animati, video musicali, anime, commedie, video sportivi e User Generated. Molto semplice da navigare, io mi sono guardato in santa pace molti episodi di Beavis & Butt-Head, in lingua originale, come tutto quello che potete trovare nel sito.

Per rimanere in Italia, mi ha molto incuriosito il progetto della webtv creata dall’università di Roma. 120 redattori-studenti per “La Cnn dell’università, la Youtube degli studenti” definizione dell’ideatore Marco Pizzardi. logo.gif“Ma non ci sarà solo informazione e divertimento: i docenti potranno decidere di inserire online video di lezioni, commenti, analisi e seminari. L’idea è infatti quella di creare una biblioteca interattiva gratuita, ma anche di offrire uno strumento di denuncia sulle inefficienze delle strutture che frequentiamo”. Il progetto è validissimo, molto ambizioso: ma deve superare l’ostacolo università e soprattutto dovrà conquistare gli studenti. Da universitario, però posso dire che mi sembra un passo di tutto rispetto verso un’alternativa credibile all’agenda setting dei media tradizionali.

logo.pngUltimo solo in ordine di apparizione è SurfTheChannel. Lo slogan è semplice, ma efficacissimo: find, click and watch. Un archivio (in lingua inglese) tutto da visionare con serie del calibro di 24, Heroes, I Simpson, Lost. Più tanti video sportivi e musicali, documentari e anime. Davvero una preziosa risorsa, nonostante qualche link non funzionante.

Miracoli dell’adsl…buona visione!

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vcast.gifHo seguito con attenzione la faccenda VCast: per chi non la conoscesse, beh, VCast è un servizio che funziona come un videoregistratore digitale che permette di registrare, salvare e rivedere programmi televisivi. La visione è consentita al solo utente che programma la registrazione, in piena legalità dato l’uso personale.

Un’ottimo servizio, ma peccato che Mediaset (e sono sicuro molti altri) la pensi diversamente: dietro la diffida ad utilizzare le proprie trasmissioni c’è sicuramente il portale Rivideo, ultimamente molto pubblicizzato, che permette di scaricare, a pagamento (ben 2 euro), e rivedere le puntate di molti programmi e fiction che vanno in onda sui canali berlusconiani.

Silvio, già ci hai tolto il sonno da politico, ora vuoi anche toglierci i videoregistratori? A parte le battute, il sistema si dimostra sempre troppo indietro rispetto alle innovazioni tecnologiche: che poi di innovativo c’è poco, solo la formula digitale della registrazione. Sono sicuro che quasi tutti hanno in casa una vecchia VHS con un film, una partita, una trasmissione, un cartone animato registrati da un canale televisivo: non vedo il perchè di questa falsa ipocrisia che ha suscitato VCast che ha solo la “colpa” di aver soppiantato un buon numero di videoregistratori (e le stime di traffico lo confermano).

Il servizio è ottimo, legale, affidabile, utile a noi che vogliamo la possibilità di sganciarci dalla logica stra-superata del palinsesto fisso, del “o ci sei o te lo perdi” e che si fa, lo si blocca?

Ah, io registravo anche canzoni e trasmissioni dalla radio: ditemi dove mi devo costituire.

Eh già, me la sono presa lunga la pausa estiva, ma alla fine, eccomi qui. Di nuovo alle prese con palinsesti da costruire con strumenti basati sulla rete.
 
Sarò sacrilego, ma anche a me è capitato di guardare la televisione e, non so se ci avete fatto caso, è in atto un bel cambiamento: ogni 10 minuti spunta la faccina (per modo di dire) di Diego Abatantuono e la sua famiglia tutta “on demand”, oppure si vedono gli amici di Valentino Rossi che si divertono con la Fastweb TV. Per non parlare del giornalista sportivo che ci ricorda che tutta la puntata può essere rivista sul portale RAI.

Si sta insinuando sempre più nella logica televisiva, il sistema del poter rivedere, scaricare: lo vedi come e quando vuoi. La cartina al tornasole di questo cambiamento è stata…mia madre: da persona poco informata su tutto quello che significa internet in generale, fino a poco tempo fa si limitava a pagare la bolletta per la connessione (a volte un pò troppo salate ahime!), ma da giorni mi sta chiedendo come si possa vedere un film od un qualsiasi programma tv in un qualsiasi modo che non sia la diretta televisiva.

Sono sicuro che molte persone, come mia madre, si chiedono come poter essere padroni del mezzo televisivo, come gestire i contenuti in base alle proprie esigenze, e poco male se questa rivoluzione viene identificata (da una parte dell’audience) con il tasto con l’occhietto o con persone famose: in fondo, lo spot fa il suo dovere, promuovere un prodotto.

Ma promuovendo quel prodotto, viene veicolata anche un’idea di base tutta nuova, che sta iniziando a piacere anche a chi, tecnicamente, non conosce la tecnologia che sta dietro all’on demand.

Qundi, ricapitolando, si passa da un’audience passivo ad uno attivo: meglio cambiare neh!

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