pear_to_pear_by_jeel.jpgMentre si scatena una vera e propria crociata contro il file sharing, una notizia davvero molto importante ci arriva dall’Unione Europea che ha stanziato ben 15 milioni di euro per finanziare un progetto che porterà ad un nuovo livello il peer to peer: veicolare, tramite le architetture P2P, flussi audio e video.
P2P-Next, questo il nome dato all’ambizioso progetto che vedrà la collaborazione di BBC, Lancaster University, MarkenkFilm, Pioneer Digital Design Centre e VTT Technical Research Center. Finalmente si smetterà di identificare il P2P con lo scambio di file protetti da copyright, nonostante l’aura malvagia che si cerca di far calare su una filosofia che ha alla sua base il download/upload contemporaneo, dove tutti sono server e client allo stesso tempo: un’ uguaglianza gerarchica che legata all’open source (molti programmi P2P sono completamente aperti) fa del P2P una fonte di sperimentazione e innovazione legata a tutta la rete.
E’ da tempo che su questo blog supporto il P2P e alla luce di questi fatti, mi viene da pensare che finalmente qualcosa si muove nella giusta direzione: una piattaforma di distribuzione per contenuti audio/video che dovrebbe consentire a milioni di persone di godere finalmente della tanto agognata esperienza televisiva via internet in maniera legale e professionale.
Se per me e tanti altri, scegliere il P2P non è mai stato un dilemma, a livello mondiale sono stati tanti i dubbi che hanno impregnato le discussioni su come valutare questo nuovo modo di approcciare il web a livello crossmediale: dall’illegalità alla privacy, il P2P è sempre stato visto come un “sottobosco” da pirati e smanettoni che non vogliono comprare film e cd o abbonarsi a Sky. Un progetto come quello finanziato dall’UE metterà sicuramente a tacere una buona parte di persone che identificano la condivisione di file o flussi di audio, video e dati con eMule, BitTorrent e compagnia bella.

C’è di più, molto di più e qualcuno sembra averlo capito. Allelujah, Allelujah.