Dopo un pò di assenza (sono alle prese con gli ultimi esami e la tesi) volevo fare un omaggio ad un personaggio, Nicholas Negroponte, che oltre ad aver ispirato questo mio blog, sta ispirando la mia tesi di laurea ed un modo di pensare sempre più diffuso.

Il suo libro, Essere Digitali, pubblicato nel 1996, risulta ancora attuale sul tema della tv: Negroponte è stato un precursore per molti aspetti della rivoluzione digitale (ancora in atto) e leggere delle frasi scritte dodici anni fa, ma che hanno ancora un forte riscontro nella situazione attuale, mi fa pensare che il buon Nicholas sia stato un pò sottovalutato, cosa che capita spesso a chi esce fuori dal coro. Ma il vento è cambiato.

“Il futuro della diffusione dei programmi televisivi sta cambiando in modo radicale e non vi piacerà più nè condividere quello che viene offerto anche ai vostri vicini nè doverlo vedere in un momento determinato”.

“Quando guardate la tv, vi lamentate della risoluzione dell’immagine, della forma dello schermo o della qualità del movimento? Probabilmente no. Se avete qualcosa di cui lamentarvi, questo è il programma. E tuttavia quasi tutta la ricerca per una televisione avanzata mira proprio a perfezionare lo schermo, ossia il contenitore, invece che il contenuto”.

“La crescita dei pc sta avvenendo a un ritmo così veloce, che la futura telrvisione basata su archietture aperte verrà a coincidere esattamente con il pc”.

“Oggi il televisore vi consente solo di controllare la luminosità e il volume e di scegliere il canale. Domani vi consentirà scelte ben più ampie, a seconda che siate interessati a spettacoli a luci rosse, a quelli di azione o alla politica”.

“Gran parte dei programmi televisivi non occorre che siano trasmessi in tempo reale. Per la televisione digitale questo è un punto cruciale e tuttavia largamente ignorato”.

“Invece di pensare al prossimo passo nell’evoluzione della televisione in termini di maggior risoluzione, miglior colore o più programmi, pensate a un cambiamento nella distribuzione dell’intelligenza – o, più esattamente – allo spostamento dell’intelligenza, da chi trasmette a chi riceve”.

Il titolo di questo post è una delle sue frasi che più mi ha colpito e che riassume meglio il suo ed anche il mio pensiero. Vi consiglio davvero di leggere il suo libro.