febbraio 2008


silvio.jpg

 

Lo so, non c’entra niente, ma ogni tanto qualche st..upidaggine si può postare (e se non vi sta bene, il blog è mio e decido io 😀 ). D’altronde la comunicazione è come una nota compagnia telefonica, tutta intorno a te, quindi facendo un giro un pò largo posso postare anche queste cose. Poi non so fino a che punto sia una stupidaggine, ma vabbè…

Ah riaggiorniamo la Treccani et similia!

Per par condicio ho cercato anche Veltroni, ma i risultati non sono stati altrettanto soddisfacenti.

Annunci
pear_to_pear_by_jeel.jpgMentre si scatena una vera e propria crociata contro il file sharing, una notizia davvero molto importante ci arriva dall’Unione Europea che ha stanziato ben 15 milioni di euro per finanziare un progetto che porterà ad un nuovo livello il peer to peer: veicolare, tramite le architetture P2P, flussi audio e video.
P2P-Next, questo il nome dato all’ambizioso progetto che vedrà la collaborazione di BBC, Lancaster University, MarkenkFilm, Pioneer Digital Design Centre e VTT Technical Research Center. Finalmente si smetterà di identificare il P2P con lo scambio di file protetti da copyright, nonostante l’aura malvagia che si cerca di far calare su una filosofia che ha alla sua base il download/upload contemporaneo, dove tutti sono server e client allo stesso tempo: un’ uguaglianza gerarchica che legata all’open source (molti programmi P2P sono completamente aperti) fa del P2P una fonte di sperimentazione e innovazione legata a tutta la rete.
E’ da tempo che su questo blog supporto il P2P e alla luce di questi fatti, mi viene da pensare che finalmente qualcosa si muove nella giusta direzione: una piattaforma di distribuzione per contenuti audio/video che dovrebbe consentire a milioni di persone di godere finalmente della tanto agognata esperienza televisiva via internet in maniera legale e professionale.
Se per me e tanti altri, scegliere il P2P non è mai stato un dilemma, a livello mondiale sono stati tanti i dubbi che hanno impregnato le discussioni su come valutare questo nuovo modo di approcciare il web a livello crossmediale: dall’illegalità alla privacy, il P2P è sempre stato visto come un “sottobosco” da pirati e smanettoni che non vogliono comprare film e cd o abbonarsi a Sky. Un progetto come quello finanziato dall’UE metterà sicuramente a tacere una buona parte di persone che identificano la condivisione di file o flussi di audio, video e dati con eMule, BitTorrent e compagnia bella.

C’è di più, molto di più e qualcuno sembra averlo capito. Allelujah, Allelujah.

Una G-TV sarebbe stato veramente un colpo incredibile a tutto il settore. Qualcuno voleva farcelo credere e ha diffuso un video che spiega come accedere ad una “beta” di Google TV attraverso GMail. Una bufala di prima qualità, ma che per qualche secondo mi ha fatto sudare freddo…

Il video è stato visto da tantissime persone e ve lo ripropongo perchè è una delle bufale migliori in circolazione e, nel suo piccolo, molto divertente se si pensa a quanto si siano impegnati in fatto di credibilità per dire una stupidaggine.

Scusate per il titolo orribile di questo post che sicuramente non verrà mai indicizzato, ma in altri paesi ci fanno i soldi con questi ibridi e quindi ci provo anch’io…loro li chiamano mashup!

Dopo un pò di assenza (sono alle prese con gli ultimi esami e la tesi) volevo fare un omaggio ad un personaggio, Nicholas Negroponte, che oltre ad aver ispirato questo mio blog, sta ispirando la mia tesi di laurea ed un modo di pensare sempre più diffuso.

Il suo libro, Essere Digitali, pubblicato nel 1996, risulta ancora attuale sul tema della tv: Negroponte è stato un precursore per molti aspetti della rivoluzione digitale (ancora in atto) e leggere delle frasi scritte dodici anni fa, ma che hanno ancora un forte riscontro nella situazione attuale, mi fa pensare che il buon Nicholas sia stato un pò sottovalutato, cosa che capita spesso a chi esce fuori dal coro. Ma il vento è cambiato.

“Il futuro della diffusione dei programmi televisivi sta cambiando in modo radicale e non vi piacerà più nè condividere quello che viene offerto anche ai vostri vicini nè doverlo vedere in un momento determinato”.

“Quando guardate la tv, vi lamentate della risoluzione dell’immagine, della forma dello schermo o della qualità del movimento? Probabilmente no. Se avete qualcosa di cui lamentarvi, questo è il programma. E tuttavia quasi tutta la ricerca per una televisione avanzata mira proprio a perfezionare lo schermo, ossia il contenitore, invece che il contenuto”.

“La crescita dei pc sta avvenendo a un ritmo così veloce, che la futura telrvisione basata su archietture aperte verrà a coincidere esattamente con il pc”.

“Oggi il televisore vi consente solo di controllare la luminosità e il volume e di scegliere il canale. Domani vi consentirà scelte ben più ampie, a seconda che siate interessati a spettacoli a luci rosse, a quelli di azione o alla politica”.

“Gran parte dei programmi televisivi non occorre che siano trasmessi in tempo reale. Per la televisione digitale questo è un punto cruciale e tuttavia largamente ignorato”.

“Invece di pensare al prossimo passo nell’evoluzione della televisione in termini di maggior risoluzione, miglior colore o più programmi, pensate a un cambiamento nella distribuzione dell’intelligenza – o, più esattamente – allo spostamento dell’intelligenza, da chi trasmette a chi riceve”.

Il titolo di questo post è una delle sue frasi che più mi ha colpito e che riassume meglio il suo ed anche il mio pensiero. Vi consiglio davvero di leggere il suo libro.