novembre 2007


Come un messaggio nella bottiglia lasciato in quel grande mare che è la rete P2P. eMule (nel mio caso AdunanzA) può riservare grandi sorprese 😉

http://www.mediafire.com/?9tgtndjmytz

Dopo che avete ascoltato e se avete voglia di approfondire cliccate qui, anche se l’ultimo aggiornamento risale al 22 agosto.

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ADUC - Stop al canone Rai!

Probabilmente non ho né le competenze né le conoscenze adatte per andare a fondo nell’annosa faccenda che riguarda il Canone Rai, ma da sostenitore di una fruizione libera, orientata all’on demand e scollegata dalle arcaiche logiche che hanno fin’ora regnato in ambito televisivo, mi sono posto delle domande.

Avete mai provato a pensare il canone come un DRM o, perlomeno, come un tentativo di imporre un sistema chiuso?

Io credo che ogni sistema chiuso sia destinato prima o poi a fallire: figuriamoci se tenta anche di proteggersi, usando varie limitazioni. Non si fa altro che scoraggiare l’utilizzo (nel migliore dei casi) o incitare a violare la limitazione. Soffermandomi sulla pagina relativa al DRM su Wikipedia, vi riporto un piccolo paragrafo che mi sembra interessante:

Le caratteristiche dei DRM

– Soddisfare le esigenze di protezione delle grandi imprese multinazionali nei confronti della libertà dell’utente;

– Sviluppare modelli di business rigido, dove l’utente può solo sottostare ai termini a lui imposti;

– Impedire all’utente il libero accesso ai file.

Se analizzo le tre voci, guardando al sistema televisivo italiano, potrei interpretarle in questo modo:

Le caratteristiche del Canone Rai

– Soddisfare le esigenze di denaro di chi (copiando format) ha ideato, realizzato programmi trash che azzerano il livello di qualità del palinsesto;

– Sviluppare modelli di fruizione rigidi, dove l’utente può solo sottostare ai termini a lui imposti;

– Impedire all’utente il libero accesso alle trasmissioni, legandolo alla diretta;

Magari sono un pò radicale nelle mie posizioni, ma una tassa imposta con un decreto regio del 1938 dovrebbe essere quantomeno rivista ed aggiornata ai nostri tempi: mi sa che persino il cavallo di Viale Mazzini ha capito che le esigenze stanno cambiando. Non è possibile che non si possa possedere un televisore senza pagare il canone. O addirittura vedersi tassare il PC, il videocitofono, il videofonino, dispositivi portatili, macchinette digitali, modem, decoder, iPod e lettori mp3/mp4 dotati di schermo, videoregistratori e lettori dvd. C’è ancora tanta gente legata alla vecchia TV, ma anche tanta gente che desidererebbe una TV nuova, a misura di nuovo millennio: una via di mezzo che strizzi l’occhio al futuro sarebbe la soluzione ideale.

Che bello sarebbe poter (non) avere Giurato, Galeazzi, la Ventura, Giletti, Alda d’Eusanio, Milo Infante e tutto quel simpatico guazzabuglio di personaggi, a (non) disposizione on demand…

Per altre informazioni sul canone e per firmare la petizione per abolirlo potete cliccare qui

palinsesto-cerca-con-goog.jpg

In preda ad una micidiale crisi di autostima, ho deciso di affidarmi al più potente antidepressivo mai concepito: il Self-Googling. Peccato che non sono una blog-star (potevo pensarci prima, lo so), ma alla fine chi si accontenta gode e i cocci sono i suoi. Peccato, però, che quel mediaset.it lì in cima mi fa pensare ad un certo signore che mi guarda dall’alto (in senso solo googlistico, data la statura non esaltante) in basso. Devo fare qualcosa.

Scusate lo sfogo, a breve post decisamente più seri.

Eh sì, non c’è niente di meglio di internet per i pigroni come me. Avete presente quando siete alle prese con una lettura troppo interessante e il vostro stereo smette di suonare? Tra una stazione radio da risintonizzare o un cd da cambiare, il fastidio è notevole (o sono io estrememente sedentario in alcune circostanze)!

Eccovi, quindi, un pò di risorse per ascoltare tutti i generi musicali usando solo il mouse (eh vabbè un piccolo sforzo si può fare 😉 ):

mp3com4.jpg Su MP3.com potete trovare non solo tanta buona musica, ma anche video e foto dei vostri artisti preferiti. Potete ascoltare canzoni in streaming con media player, leggere note biografiche (in inglese), guardare i video disponibili, scaricare mp3 gratuitamente, commentare e per i più volenterosi c’è l’opportunita di scrivere e condividere recensioni. La grafica è molto bella e le varie sezioni del sito sono ben specificate e facilmente esplorabili.

 

logo.gifIHeard è un vasto database di radio online divise per genere, paese e lingua: nessuno rimarrà deluso, ce n’è davvero per tutti i gusti! Cosa non molto comune per questo genere di servizi, è la presenza di stazioni radio che non trasmettono esclusivamente musica: veri e propri talk show radiofonici su molti argomenti, tra cui sport, educazione, governo, news, politica e molto altro ancora. Peccato che la maggior parte di questi talk show sia in lingua inglese. Per ogni stazione radio è possibile scegliere il programma con cui avviare lo streaming: si va dal classico Media Player a Real Player, passando per Winamp e ITunes. Tra le mie preferite vi segnalo:

Roots Reggae   radio - iheard.com Sky FM, dedicata al Roots Reggae;
Split Infinity Radio   radio - iheard.com Split Infinity Radio, regno del rock in tutte le salse;
The Classic Rap Channel   radio - iheard.com The Classic Rap Channel (il nome dice tutto).

 

espewww.jpgeSpew è un classico motore di ricerca dedicato agli mp3 in cui oltre alla ricerca e ascolto di canzoni con la possibilità di visualizzare il testo, si possono creare playlist da far ascoltare ad altri utenti, scambiare quattro chiacchiere in chat o nel forum. Dal sito, è possibile scaricare una toolbar (412.89Kb) che si integra perfettamente all’interno di Internet Explorer (chi? 😛 ) e che ci permette di avere a portata di browser il motore di ricerca.

Buon ascolto! E voglio almeno un grazie per avervi risparmiato il fastidio di alzarvi dalla sedia! 😉

topolinofastweb.jpgImportantissimo passo avanti. Questo ho pensato quando ho appreso la notizia dell’accordo tra Walt Disney Television Italia e FASTWEB per il lancio di Disney Channel On Demand.

Quello che mi interessa commentare non è tanto la parte commerciale e tecnica dell’accordo, ma l’avvenuta convergenza tra contenuti di qualità e piattaforme basate su internet: se prima si poteva obbiettare che i video on demand fossero, prevalentemente, User Generated Content di scarso livello ed interesse (e molte volte i fatti hanno smentito tale critica), questo accordo pone le basi per per una distribuione e fruizione di materiale più “accattivante” rispetto a quella di video fatti in casa e gioverà, innanzitutto, a noi nuovi fruitori multimediali, ma anche al pubblico più tradizionalista che sta muovendo (purtroppo) ancora i primi e difficoltosi passi verso lo sganciamento dal palinsesto fisso. Per non parlare della fiducia ad affidarsi a metodi e tecnologie di distribuzione innovativi che un eventuale successo del progetto potrebbe portare tra i produttori di contenuti.

Certo, il marchio Disney, come tanti altri, è sinonimo di qualità e successo, ma non bisogna commettere l’errore di lasciare il mercato dei contenuti multimediali nelle mani delle solite lobby: è necessario un equilibrio tra UGC e case di produzione già affermate, lasciando il potere decisionale a chi si siede davanti ad uno schermo.

Date le mie origini meridionali, ho un solo appunto da fare: il Disney Channel On Demand sarà disponibile sul canale 17 della FASTWEB TV…per il lancio di un servizio così importante non si poteva scegliere un altro numero? 😉

E’ finita l’avventura del BlogLab, le somme finalmente sono state tirate e personalmente, mi ritengo soddisfattissimo: a prescindere dal mio 5° posto nella classifica finale che ha visto dominare le donne. E’ stata un’esperienza formativa incredibile che rifarei assolutamente. Cosa mi ha lasciato? Beh, proiettarmi nella rete è stato un passo importante: il mio blog ora è diventato più di un hobby o di un laboratorio universitario, ma una vera e propria passione che condivido con chiunque abbia la voglia e la (s)fortuna di passare di qui. Un doveroso e sentito grazie va a chi mi ha votato e sostenuto durante questo periodo blogosferico 🙂

Ora basta con i sentimentalismi, per citare metaforicamente la seconda vita più famosa del web, d’ora in poi inizia un nuovo periodo per me ed il mio blog, dove cercherò di mettere a frutto le competenze maturate.

 Quindi…le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile!