vcast.gifHo seguito con attenzione la faccenda VCast: per chi non la conoscesse, beh, VCast è un servizio che funziona come un videoregistratore digitale che permette di registrare, salvare e rivedere programmi televisivi. La visione è consentita al solo utente che programma la registrazione, in piena legalità dato l’uso personale.

Un’ottimo servizio, ma peccato che Mediaset (e sono sicuro molti altri) la pensi diversamente: dietro la diffida ad utilizzare le proprie trasmissioni c’è sicuramente il portale Rivideo, ultimamente molto pubblicizzato, che permette di scaricare, a pagamento (ben 2 euro), e rivedere le puntate di molti programmi e fiction che vanno in onda sui canali berlusconiani.

Silvio, già ci hai tolto il sonno da politico, ora vuoi anche toglierci i videoregistratori? A parte le battute, il sistema si dimostra sempre troppo indietro rispetto alle innovazioni tecnologiche: che poi di innovativo c’è poco, solo la formula digitale della registrazione. Sono sicuro che quasi tutti hanno in casa una vecchia VHS con un film, una partita, una trasmissione, un cartone animato registrati da un canale televisivo: non vedo il perchè di questa falsa ipocrisia che ha suscitato VCast che ha solo la “colpa” di aver soppiantato un buon numero di videoregistratori (e le stime di traffico lo confermano).

Il servizio è ottimo, legale, affidabile, utile a noi che vogliamo la possibilità di sganciarci dalla logica stra-superata del palinsesto fisso, del “o ci sei o te lo perdi” e che si fa, lo si blocca?

Ah, io registravo anche canzoni e trasmissioni dalla radio: ditemi dove mi devo costituire.