Eh già, me la sono presa lunga la pausa estiva, ma alla fine, eccomi qui. Di nuovo alle prese con palinsesti da costruire con strumenti basati sulla rete.
 
Sarò sacrilego, ma anche a me è capitato di guardare la televisione e, non so se ci avete fatto caso, è in atto un bel cambiamento: ogni 10 minuti spunta la faccina (per modo di dire) di Diego Abatantuono e la sua famiglia tutta “on demand”, oppure si vedono gli amici di Valentino Rossi che si divertono con la Fastweb TV. Per non parlare del giornalista sportivo che ci ricorda che tutta la puntata può essere rivista sul portale RAI.

Si sta insinuando sempre più nella logica televisiva, il sistema del poter rivedere, scaricare: lo vedi come e quando vuoi. La cartina al tornasole di questo cambiamento è stata…mia madre: da persona poco informata su tutto quello che significa internet in generale, fino a poco tempo fa si limitava a pagare la bolletta per la connessione (a volte un pò troppo salate ahime!), ma da giorni mi sta chiedendo come si possa vedere un film od un qualsiasi programma tv in un qualsiasi modo che non sia la diretta televisiva.

Sono sicuro che molte persone, come mia madre, si chiedono come poter essere padroni del mezzo televisivo, come gestire i contenuti in base alle proprie esigenze, e poco male se questa rivoluzione viene identificata (da una parte dell’audience) con il tasto con l’occhietto o con persone famose: in fondo, lo spot fa il suo dovere, promuovere un prodotto.

Ma promuovendo quel prodotto, viene veicolata anche un’idea di base tutta nuova, che sta iniziando a piacere anche a chi, tecnicamente, non conosce la tecnologia che sta dietro all’on demand.

Qundi, ricapitolando, si passa da un’audience passivo ad uno attivo: meglio cambiare neh!