dimmidipiu.jpgTroppo spesso la Tv è solo una cornice vuota, dove l’informazione viene confezionata su misura in base a criteri di notiziabilità molto discutibili. L’infotainment è una delle piaghe del fare informazione, a mio modestissimo parere.

Ma se prima rimaneva confinata in contenitori televisivi riconoscibilissimi, ora non è raro vedere telegiornali semi-seri che ci guidano nel districato mondo dello star system nostrano e internazionale, per fare un piccolo esempio. Poi ti ritrovi ad un concerto e scopri che occhio non vede e cuore non duole. Già, perchè parlare di morte, epidemie, guerre dimenticate e povertà può essere difficile, scomodo e poco “trendy”.

Lo spazio dedicato dai media alle crisi umanitarie è davvero ridicolo: si preferisce parlare (e creare il panico) di malattie come la SARS che non ha fatto più di 80 morti, mentre nulla si sa della Somalia o della Cecenia. No, non è cinismo: per carità, è giusto parlare della SARS, ma è altrettanto giusto e doveroso ricordare al mondo che esistono situazioni difficilissime, ben lontane dall’essere risolte.

Medici Senza frontiere sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle crisi dimenticate dai nostri media e mi sento troppo in dovere di usare questo mio piccolo spazio blogosferico per parlare di “Dimmi di Più”: dopo aver letto il rapporto di MSF ho veramente realizzato quanto sia lacunosa e latitante la vera informazione. Troppo poco si sa e soprattutto si fa. I palinsesti sono orientati verso altri tipi di contenuti, molto più leggeri.

La consapevolezza è il vero dono della comunicazione e del fare informazione, ma troppo spesso si preferisce l’ignoranza:logomsf_fondo_bianco.gif si chiudono gli occhi e le orecchie cercando una falsa spensieratezza, ci si crea una bolla in cui tutto è bello e tranquillo. E’ venuto il momento di far scoppiare questa bolla e appoggiare chi gira per il mondo non solo per portare assistenza sanitaria, ma soprattutto tenta di diffondere quella consapevolezza così preziosa e fondamentale, ma allo stesso tempo tante volte ingiustamente negata.