Ho osservato molto in questi giorni, navigando tra gli alti e i bassi della rete. Sì, perchè anche la rete vive di alti e bassi, nonostante le potenzialità immense che ci sono, come frutti prelibati da cogliere e che spesso rimangono appesi al ramo.

Penso al presidente venezuelano Chavez che fa chiudere un canale tv a lui ostile: nonostante lo stimi per alcune cose, questa mossa davvero bieca non ha scoraggiato nessuno alla RCTV, che ha aperto un canale su You Tube. Grandi. Poi si scopre che il 70% dei venezuelani è stato contrario alla chiusura del canale, ma per non perdere la loro soap preferita. Bah e poi dicono che la TV non fa male.

Ho visto l’intervista di Tommaso Tessarolo ad Omnibus di La7: bei momenti, dove un pezzo di rete e quello che rappresenta trova uno spazio prestigioso per veicolare alcune idee nuove come la Net Tv, la fruizione non lineare e la produzione indipendente. Poi Tommaso dice una parola che mi colpisce molto: scimmiottare. E’ vero, fin ora, non ci sono stati format innovativi, ma solo produzioni più o meno professionali che si rifanno ad idee già collaudate e che qualcuno ha anche il coraggio di sbandierare come “rivoluzione dei contenuti”. Forse nel 1955.

Poi il problema della banda larga in Italia è quello che è e ce ne accorgiamo tutti i giorni. Ma nonostante il ritardo mostruoso nel quale viviamo e che giustifichiamo troppo spesso con il digital divide o con la scarsa diffusione di tecnologie, qualche “illuminato” c’è e utilizzando solo una “scamuffissima”, parola sua, Sony, la fantasia e Windows Movie Maker (roba che dovrebbe essere di default insomma) tira fuori dei gioielli di originalità senza paroloni tecnici messi lì a parlare al posto suo. Tutto il resto è noia. Bella Zoro.

Ho appreso la notizia della nascita di ICTv, -la WebTv italiana interamente dedicata alla tecnologia e all’informatica. Gratuita, ricca di contenuti e in italiano, ICTv è una piattaforma video on demand gratuita focalizzata su tecnologia e digital life. L’obiettivo è creare contenuti multimediali rivolti a chi la Rete la fa e la vive ogni giorno-.

Sì, ci voleva, stavo per cadere nel tunnel del “Grande Donatore” e del pessimismo misto a rassegnazione passiva dell’italiano medio che fa spallucce davanti al deserto informativo che gli si profila all’orizzonte. Salvo, per ora.