giugno 2007


Dopo paradisiaci mesi di ADSL, sono purtroppo ripiombato nel baratro dei 56kb. Ho potuto constatare ancora una volta come sia difficile fruire dei servizi che stanno portando avanti la “Prosumer Revolution” di cui sono personalmente un sostenitore. E non solo: lo streaming o il caricamento di contenuti audio e video risulta praticamente eterno. Nonostante si tenti di affossarlo, il digital divide resiste. Solo 10 milioni di italiani hanno accesso alla banda larga e quando accedono, lo fanno a tariffe che, rapportate a quelle europee, sarebbero da denuncia. Aspetto con ansia che anche il mio paese venga raggiunto dalla banda larga e che si sviluppi in breve tempo il WIMAX.

Se vi trovate nella mia stessa situazione, volevo segnalarvi dei siti che parlano dell’argomento e che propongono una mappatura dell’infelicità, come voglio simpaticamente chiamarla.

Anti Digital Divide

Voglio l’ADSL!

truveo_logo.gifTornando a noi, ho scoperto un bel motore di ricerca video, molto semplice da usare e che ci consente di avere uno spettro di ricerca più ampio e soprattutto preciso: Truveo, acquistato da AOL (partner di Google), si avvale della tecnologia Visual Crawler che oltre ai metadati testuali annessi al video, basa la sua indicizzazione analizzando in profondità il file. Ciò rende il database di Truveo uno dei più ricchi in circolazione. Si possono ricercare video filtrandoli in base ai formati, alla qualità e scegliendo tra i più votati, più visti etc o nelle varie categorie. Possibile anche la ricerca in base ai tag, ai canali o scegliendo tra quelli uploadati dagli utenti.

Off Topic: scusate la poca frequenza di post da un pò di tempo a questa parte, ma impegni lavorativi (come me la tiro… :D) mi tengono lontano dal PC.

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Se ci fossero più persone che agiscono coerentemente. Che non si nascondono dietro un dito, lanciando il sasso e nascondendo la mano. Tra questi sicuramente non c’è Michael Moore. Leggendo le sue parole, devo dire la verità, ho ripreso a sperare in un futuro di convergenza tra le tanto protette opere dell’ingegno e la rete. E quelle del regista americano sono delle perle d’ ingegno.

Il suo ultimo film, Sicko, è uno di quelli che avrà ripercussoni sull’opinione pubblica perchè tocca un tasto dolentissimo della società americana. E se poi verrà ricordato anche perchè Moore ha detto che scaricarselo senza scopo di lucro e diffonderlo per lui non è un problema, beh, meglio ancora. Se questa logica, con tutte le dovute regolamentazioni, potesse essere applicata a molti dei contenuti che girano nelle reti p2p, ci guadagneremmo tutti. Anche perchè, se il film è bello, il dvd si compra.

E molte persone la pensano come me: un numero sufficiente da non far “morire” l’industria (e dire questa cosa mi pesa in una maniera impressionante). Speriamo che non sia un caso isolato, perchè il p2p è il più potente mezzo di diffusione, se usato in maniera corretta…che bello sarebbe se se ne accorgessero tutti.

La logica della convergenza unita al web 2.0: quale accoppiata migliore per la nostra voglia di contenuti che rispecchino i nostri gusti. L’all-in-one non è solo hardware e sul web spiccano per efficacia e per libertà di scelta dei servizi, aggregatori, che ci permettono di scegliere da un archivio vastissimo di video, musica, da fruire in streaming e da condividere con i nostri amici. E soprattutto nella piena legalità.

https://i1.wp.com/www.philia.ru/lj/dizzler.pngIl primo che vi segnalo è Dizzler: in un’unica interfaccia, customizzabile a piacere tramite le molte skin disponibili (c’è anche un editor per crearne di proprie), sarà possibile avere video, stazioni radio, musica e giochi. La scelta delle canzoni avviene in modo molto semplice, tramite una ricerca per artista, nella top 100, tra gli artisti più popolari o usando la funzione “Random”. Alle canzoni si uniscono video, provenienti da You Tube, mentre i giochi vengono scelti dal sito idv8media.com. Il nostro player, potrà poi essere scaricato e inserito sui blog, permettendo di condividere gratuitamente i nostri gusti con altre persone.

chimetv.jpgAltro aggregatore, è Chime.TV, specializzato nei video: a prima vista assomiglia un pò a Joost. Sviluppato in Ajax e Php permette una ricerca tra i vari servizi video come YouTube, Veoh, Metacafe, Google Video,, DailyMotion, Blip.tv e permette la fruizione direttamente nella pagina, anche a tutto schermo. Molte le caratteristiche che lo rendono interessante: innanzitutto, è possibile regolare contrasto e colore dell’immagine, creare dei canali personalizzati (grazie all’inserimento di una parola chiave) o guardare tra i tanti già presenti.

Se non potete fare a meno di video musicali, la Sony BMG post-mio-music-box.jpgha deciso di creare il suo MusicBox sfruttando la tecnologia Brightcove: come dice la stessa Sony, i migliori artisti, i migliori video e i codici per inserirli nel vostro sito. Beh, come riassunto non è male: divisi per genere troverete i video di moltissimi artisti famosi da guardare, votare e condividere. Prima del video è presente un piccolo spot pubblicitario che permette alla Sony di mantenere in piedi il servizio, tramite la vendita di questi spazi.

Quanto è diversa la concezione che si ha della TV? Via Webgol vengo a conoscenza delle splendide e profetiche parole di un Giorgio Gori sempre più in forma:

Per adesso comunque voi siete agganciati al treno della tv generalista, che di recente ha cominciato a perdere pubblico e pubblicità. Preoccupato?
“Francamente non vedo crisi della tv generalista. Nell’inverno scorso l’audience è leggermente diminuita. Ma credo che il calo vada attribuito più che altro a fattori climatici. Le temperature gradevoli sono un invito a uscire di casa”.

E ancora:

La televisione via Internet è quella che sta creando le maggiori aspettative, ma per adesso gli abbonati sono solo poche decine di migliaia”.
Vuol dire che dobbiamo rassegnarci alla tv generalista, quella dei format?
“Dico solo che non vedo alternative. Per ora e per molti anni a venire”.

A parte le st…upidaggini climatiche, si informi signor Gori, i numeri parlano chiaro, non sono poche decine di migliaia e soprattutto non c’è bisogno di abbonamento per guardare la tv via internet.

Poi facendo zapping, scorgo il faccione barbuto di Oliviero Toscani che dice:

“La televisione è come la cacca, la si fa ma non la si guarda”.

Era forse un modo gentile e tra le righe per dire che i contenuti di livello scarseggiano? O che c’è un intasamento di cervelli che riciclano sempre le stesse idee?

Si accettano suggerimenti…

Quando ti trovi per ore a lavorare al pc, come mi sta capitando in questi giorni, non sempre la cartella Musica ci è sufficiente per soddisfare la nostra voglia di musica. Girando per la rete ho trovato delle applicazioni fantastiche che vi voglio segnalare.

La prima è Fusteeno: un sistema p2p utilizzabile direttamente dal browser, che non necessita di nessuna installazione. Sfruttando la tecnologia Java e Flash, Fusteeno si connette alla rete Gnutella per la ricerca di file musicali, il tutto senza registrazioni: basta premere il pulsante “start” e dopo aver accettato di non usare il servizio per violare il diritto d’autore, seguiamo la procedura guidata che ci permetterà alla fine di iniziare le nostre ricerche. La grafica è davvero ottima, rendendo molto divertente l’utilizzo di Fusteeno. Funziona su Windows, Mac e Linux, è open source, dietro al progetto c’è un italiano, Agostino Semeria. Serve altro per iniziare massicciamente ad usarlo?

Altro software degno di nota è Clickster. Il progammino, appena 1,72MB, cerca per noi solo ed esclusivamente file musicali, scandagliando la rete e i web server. La differenza con le reti p2p? Avremo solo file musicali, non c’è upload e quindi condivisione, la velocità di download sarà nettamente superiore. Per ogni file viene fornito l’url completo, per dare uno sguardo alla pagina che ospita la canzone e per un eventuale embedding su siti come MySpace oltre che per controllare che si sia in regola con le leggi sul diritto d’autore. Inoltre, il programma, nella sua semplice ma efficace interfaccia, ha un player integrato per riprodurre le canzoni anche senza effettuare il download. E’ scaricabile gratuitamente, anche se esiste una versione pro. Unica pecca: è disponibile solo per Windows.

 

Parlando invece di streaming, ho scoperto FineTune: scegliendo da un database di oltre due milioni di brani, è possibile creare una propria playlist personalizzata. Unica regola: la playlist deve essere di 45 canzoni. Qualità ottima, ampia scelta e possibilità di far ascoltare la nostra musica preferita ai nostri amici tramite un embed sul nostro blog, con una mail o semplicemente linkandola, ma consiglio vivamente l’uso personale! Ecco la mia ultima playlist . Ci sono, inoltre, molte radio da ascoltare e se non avete voglia di scegliere 45 canzoni potete ascoltare quelle altrui.

Ultima segnalazione è Musicovery: è possibile creare un percorso musicale in base al nostro umorehttps://i2.wp.com/www.weddingbee.com/wp-content/uploads/2006/12/musicovery3.jpg. Più personalizzato di così! Sulla sinistra si trova il telecomando dove selezionare i nostri generi preferiti, ma soprattutto il “mood”: dark, energetic, positive, calm. Ogni genere musicale ha un colore diverso, per permetterci di individuare al volo i brani che ci vengono proposti. E’ possibile scegliere gli anni musicali che si preferiscono, restringendo quindi le proposte. La versione gratuita è a bassa qualità, ma sottoscrivendo un abbonamento che va dai 2 euro mensili ai 9,99 euro annuali, è possibile usufruire del servizio nella versione avanzata, con una qualità superiore. Oltre al mood, possiamo soffermarci sul ritmo delle canzoni che vogliamo ascoltare: basta scegliere l’opzione dance.

Babelgum Ci siamo. Da oggi Babelgum apre al pubblico. Era da tanto che aspettavo questo momento, anche perchè c’è un’anima italiana nel progetto, Silvio Scaglia, il patron di Fastweb. Il client di circa 13 mb è scaricabile qui. Fate in fretta perchè c’è un limite di download giornalieri, ma nel caso arrivaste tardi potete sempre farvi invitare da un amico (se proprio non riuscite ad aspettare un giorno!), dato che gli inviti sono illimitati.

Come Joost, anche Babelgum si basa sul protocollo p2p che permette una rapida distribuzione di contenuti di alta qualità in maniera completamente gratuita. Oltre ad una connessione adsl da almeno 640 Kb/s, sono richiesti un processore da almeno 1 Ghz, 512 Mb di ram e 32 Mb per la scheda video, ricordando che l’applicazione supporta pienamente solo XP, mentre per gli altri sistemi operativi, come si dice in questi casi, è work in progress. Sinceramente trovo l’interfaccia di Babelgum un pò più raffinata e allo stesso tempo più user friendly rispetto a quella di Joost, con comandi rapidi in basso e un bel telecomando nella parte sinistra dello schermo che ci permette di scegliere tra i nove canali in cui sono divisi i contenuti:
Babel Picks, News, Trends, Music, Sport, Documentaries, Lifestyle, Animation, Fiction, che sicuramente aumenteranno dopo l’apertura al pubblico.

E’ possibile organizzare un canale tematico personale, lo smart channel, che automaticamente genera una lista di contenuti che potrebbero interessarci, in base ad una nostra indicazione: opportunità fantastica per la creazione di un palinsesto personale e on demand. Come per Joost, anche qui è molto importante l’aspetto social: si possono votare i contenuti e discutere con gli altri utenti, consigliando o meno un canale o un programma e quindi scoprirne di nuovi. La qualità: dipende molto dal traffico internet e dal nostro hardware, ma personalmente, ritrovandomi per un pelo nei requisiti minimi, ho riscontrato tempi di caricamento non molto lunghi e una buonissima qualità delle immagini che soffono un pochino solamente in full screen. Al contrario di Joost, è possibile settare la modalità 16:9 o la classica 4:3. Intento dichiarato è quello di rendere disponibili nuovi contenuti ogni giorno, anche grazie alle tante partnership che Babelgum può vantare, che dovrebbero sempre assicurare un’alta qualità, non solo tecnica.

La sfida (che spero non venga portata all’eccesso) con Joost è aperta: a mio parere Babelgum ha tutte le carte in regola per vincerla, ma nonostante il campanilismo, spero che una leale “concorrenza” possa avvantaggiare noi disperati utenti alla ricerca di contenuti personalizzati e personalizzabili.

Ho osservato molto in questi giorni, navigando tra gli alti e i bassi della rete. Sì, perchè anche la rete vive di alti e bassi, nonostante le potenzialità immense che ci sono, come frutti prelibati da cogliere e che spesso rimangono appesi al ramo.

Penso al presidente venezuelano Chavez che fa chiudere un canale tv a lui ostile: nonostante lo stimi per alcune cose, questa mossa davvero bieca non ha scoraggiato nessuno alla RCTV, che ha aperto un canale su You Tube. Grandi. Poi si scopre che il 70% dei venezuelani è stato contrario alla chiusura del canale, ma per non perdere la loro soap preferita. Bah e poi dicono che la TV non fa male.

Ho visto l’intervista di Tommaso Tessarolo ad Omnibus di La7: bei momenti, dove un pezzo di rete e quello che rappresenta trova uno spazio prestigioso per veicolare alcune idee nuove come la Net Tv, la fruizione non lineare e la produzione indipendente. Poi Tommaso dice una parola che mi colpisce molto: scimmiottare. E’ vero, fin ora, non ci sono stati format innovativi, ma solo produzioni più o meno professionali che si rifanno ad idee già collaudate e che qualcuno ha anche il coraggio di sbandierare come “rivoluzione dei contenuti”. Forse nel 1955.

Poi il problema della banda larga in Italia è quello che è e ce ne accorgiamo tutti i giorni. Ma nonostante il ritardo mostruoso nel quale viviamo e che giustifichiamo troppo spesso con il digital divide o con la scarsa diffusione di tecnologie, qualche “illuminato” c’è e utilizzando solo una “scamuffissima”, parola sua, Sony, la fantasia e Windows Movie Maker (roba che dovrebbe essere di default insomma) tira fuori dei gioielli di originalità senza paroloni tecnici messi lì a parlare al posto suo. Tutto il resto è noia. Bella Zoro.

Ho appreso la notizia della nascita di ICTv, -la WebTv italiana interamente dedicata alla tecnologia e all’informatica. Gratuita, ricca di contenuti e in italiano, ICTv è una piattaforma video on demand gratuita focalizzata su tecnologia e digital life. L’obiettivo è creare contenuti multimediali rivolti a chi la Rete la fa e la vive ogni giorno-.

Sì, ci voleva, stavo per cadere nel tunnel del “Grande Donatore” e del pessimismo misto a rassegnazione passiva dell’italiano medio che fa spallucce davanti al deserto informativo che gli si profila all’orizzonte. Salvo, per ora.