maggio 2007


Musica per tutti. Il web 2.0 e le sue applicazioni ci vengono in aiuto quando cerchiamo musica sulla rete che rispecchi i nostri gusti. Pandora è morta (?), ma dalle sue ceneri emergono molti servizi che ci permettono di ascoltare la nostra musica preferita. Si parte necessariamente da Last.fm: servizio che ci permette di ascoltare stazioni radio in streaming, rendendole personalizzabili in base alle nostre preferenze.badge_red_rev.gif Ma c’è di più: grazie ad un plugin da installare sul proprio pc, last.fm “riconosce” quello che stiamo ascoltando e trasferisce le informazioni dell’artista, della canzone, di quante volte la ascoltiamo etc..(questo avviene in automatico quando ascoltiamo le stazioni radio di last.fm) al nostro profilo personale che, personalizzandosi, ci permetterà di interagire con altri utenti che apprezzano quello che ascoltiamo e viceversa. E’ un servizio molto semplice e divertente con un alto grado di viralità! Se volete dare un’occhiata a quello che sto ascoltando da un paio di giorni a questa parte fate pure!

238782081_f7bf1b92bf_o.jpgAltro servizio interessante è Blogmusik: qui a differenza di altri servizi più orientati alla community, il punto forte è la scelta delle canzoni da fruire in streaming: davvero un vasto database. Se non ci registriamo al sito possiamo solamente ascoltare le nostre canzoni preferite, ma se ci registrassimo (bastano email e password) potremmo creare e modificare playlist, avere a disposizione la cronologia di quello che ascoltiamo e addirittura aggiungere Blogmusik alla search bar di Firefox (lo usiamo tutti vero?). La qualità non è elevatissima, ma con così tante canzoni a dispozione si può chiudere un orec…occhio! Particolare è la scelta dell’interfaccia, che assomiglia molto all’Ipod della Apple. Qualche dubbio sulla sua legalità ce l’ho, ma fino a quando non vedo il bannerone della RIAA anche qui…continuerò ad usarlo!

https://i1.wp.com/it.music.yahoo.com/common/resources/skins/it/LAUNCH_hdr_gradient_left.jpgAnche Yahoo ci consente di creare una nostra stazione radio personalizzata. Il tutto è molto semplice: dopo essersi registrati gratuitamente, basta cliccare su “personalizza”. Effettuato il login si può iniziare a scegliere tra i generi e gli artisti da aggiungere alla nostra radio (c’è la possibilità opzionale di aggiungere altri artisti non presenti nelle liste). Non resta che decidere di ascoltarla o se scegliere una radio per genere o a tema o di ricercarne un’altra nella lista. Dopodichè si aprirà il nostro player in stile popup. Utile il sistema di voto abbinato ad ogni singola canzone della nostra radio: si va da un “Mai più!” a “Mi fa impazzire!”. In ogni momento è possibile modificare i parametri (anche di votazione, passando ad una modalità più avanzata delle classiche stelline) della nostra radio ed invitare i nostri amici ad ascoltarla.

Altri servizi si stanno affacciando alla ribalta, ma alcuni come Slacker, sono per il momento disponibili solo negli Stati Uniti ed altri come Lala meritano un approfondimento più sostanzioso per tutto quello che offrono oltre allo streaming di brani musicali. Quindi aspettatevi un bel post su Lala uno di questi giorni…

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Tribler logoQuando il p2p incontra il web 2.0 non può non nascere qualcosa di importante. E’ il caso di Tribler, client che permette di ricercare e di condividere contenuti multimediali e non attraverso il protocollo BitTorrent. Fin qui non ci sarebbero sostanziali differenze con gli altri client: ma Tribler ha come suo punto di forza e di innovazione la sua struttura da community, con l’utente che può creare gruppi di “amici”, ricercare video in base alle proprie preferenze o a quelle suggerite da altri utenti con gusti simili.

Il programma si preoccupa di “raccomandare”, in base alle cronologie di download degli utenti, contenuti che potrebbero avvicinarsi ai nostri gusti, staccandosi dalla logica tradizionale dei tracker come metodo preferito della ricerca di file. Chiaramente, più tempo si rimane connessi e più file si scaricano e più accurato sarà il grado di raccomandazione. Ma tornando all’aspetto social network che contraddistingue Tribler, interessante è la funzione con cui, per accellerare il download di un file si può chiedere l’aiuto dei propri amici, che dopo essere stati aggiunti al vostro gruppo possono fornirvi un “boost”.

Quindi Tribler fa uso del cosiddetto download collaborativo basandosi sui gusti dei membri e sulla creazione di gruppi di affinità. Interessante anche la possibilità di allargare le ricerche tramite abbonamento ai feed RSS di alcuni siti che offrono contenuti legali, come ad esempio:

http://www.vuze.com/syndication/browse/AZHOT/ALL/MOVIE/X/X/X/_/_/X/X/feed.xml
http://www.vuze.com/syndication/browse/AZHOT/WEEK/MOVIE/X/X/X/_/_/X/X/feed.xml
http://www.legaltorrents.com/rss.xml

Nella nuova versione, disponibile per tutti i sistemi operativi, c’è la possibilità di ricercare video da You Tube e Liveleak senza essere dirottati sui rispettivi siti. Tribler è un progetto open source finanziato dal governo olandese nato da più di un anno e finora i suoi miglioramenti sono stati notevoli, candidandosi come punto di riferimento nel vasto sistema di software p2p per la fruizione di contenuti multimediali, anche e soprattutto quelli che si affidano alle licenze creative commons.

Continuerò ad essere off topic, ma non potevo non postare la “risposta” al video anti-pirateria della MPAA.

I dettagli del video li trovate qui.

Sarà un post un po’ off topic ma doversi sorbire una cosa del genere al cinema mi lascia alquanto perplesso. Veramente penoso.

[via No Label]

https://i0.wp.com/www.bit-tech.net/content_images/free_alternatives_to_piracy/pirate_bay.jpgSi sa che i nordici sono avanti anni luce. La tradizione li vorrebbe vichinghi, ma loro si definiscono pirati. Già questo sancirebbe il loro genio, ma The Pirate Bay, il sito/tracker di file torrent più vasto e famoso della rete, ha deciso davvero di fare di più: prima uno store musicale, Playble, dove poter scaricare musica senza DRM al costo di una sottoscrizione mensile decisa dall’utente e di cui una parte verrà girata agli artisti, eliminando di fatto le case discografiche, adesso ci provano con i video.

Gli svedesi della baia stanno infatti mettendo a punto un servizio di streaming sulla scia di altri quali Google Video e You Tube. Con la differenza però che non ci sarà nessuna censura o cancellazione di materiale voluta da “entità superiori”, ma solo ed esclusivamente da parte degli stessi utenti che faranno parte della community. The Video Bay assicura di essere un servizio libero (primo applauso) che non si curerà molto del problema copyright (standing ovation), ma che allo stesso tempo non sarà illegale (apoteosi).

Attualmente, il sito è in fase beta e chiuso al pubblico, ma aspettiamo con impazienza l’ennesimo round dello scontro contro le major. Sinceramente sono curioso di vedere se il sistema autoregolamentativo del servizio sarà sufficiente ad evitare guai giudiziari, anche se ormai ci saranno anche abituati. Se ciò dovesse realmente avvenire, però, lo smacco a tutti coloro che pensano ancora che blindare e cercare di impedire il download e la copia dei contenuti sia la strada giusta (e di conseguenza il business giusto), sarà difficilmente cancellabile. Non oso immaginare le possibili reazioni: un effetto domino che potrebbe buttare giù qualche bel palazzone sulle colline losangeline o almeno ridimensionare il controllo che le major svolgono su tutti gli strati culturali della società.

E citando Paolo Attivissimo, i pirati sono i custodi della cultura. Tiè!

In passato ho parlato di alcune directory di canali consultabili e fruibili direttamente on line. Quelle che vi propongo oggi invece, sono vere e proprie web tv, alcune con una vera e propria programmazione (sia on demand che in streaming), che strizzano l’occhio anche all’aspetto grafico, molto curato. Ho riscontrato in tutte tempi di bufferizzazione davvero ottimi (ho una adsl da 640 kbit/s) e qualità discreta. I contenuti variano per genere e per pubblico, da quelli per ragazzi a video di informazione, musica, spettacolo, politica, generati dagli utenti e così via. Di seguito gli indirizzi :

InteracTv
Ziddio
Televisionet
ManiaTV
Kayenna TV
DCOD TV
Current TV

Buona visione!

Questa è la domanda che si poneva Giovanni in questo post, parlando del futuro della Tv che dovrà necessariamente passare per la rete e per le nuove tecnologie. Come gli ho già risposto in un commento, la risposta è sì. Per tutta una serie di motivazioni che esulano da quelle solo tecniche: è giunto il momento di ribellarci alla passività impostaci dalla tv tradizionale, ma non tanto per una questione di programmi trash, di poca qualità, di ripetitività dei format (fattori comunque importantissimi).

Il punto è che vogliamo essere noi i protagonisti. La tv non è mai stata nostra, logiche politiche e di mercato hanno sempre impedito che gli spettatori partecipassero alla costruzione, ideazione e realizzazione dei programmi: ci hanno sempre e solo monitorato tramite auditel, share, percentuali, picchi e baratri.

Beh, come tutte le mattine leggo con piacere il blog di Tommaso Tessarolo e mi sono entusiasmato come lui per un nuovo servizio presentato: Mogulus. Il post di Tommaso è davvero una guida esaustiva (che consiglio vivamente di leggere) a quello che Mogulus ci permetterà di fare e quindi non mi dilungo sugli aspetti tecnici, ma volevo condividere con voi qualche considerazione. Perchè i servizi di live broadcasting su internet sono sempre stati “ufficialmente” ritenuti insoddisfacenti?

  • Mancanza di qualità, si diceva, cosa vuoi fare con una telecamerina ed un portatile?

  • Mancanza di figure professionali, non sei un vero tecnico, non sei un vero regista e non hai le apparecchiature necessarie. Puoi montare video per Youtube e niente più.

  • Ci vogliono tanti soldi per una struttura efficiente.

Leggetevi come funziona Mogulus, poi ne riparliamo.

Quindi, caro Giovanni, per me c’è da essere ottimisti!

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