SaveNetRadio.orgBisogna assolutamente fare qualcosa. Il mese di maggio poterebbe essere il canto del cigno per tutte (o quasi) le web radio. Una realtà esemplificativa delle possibilità infinite che la rete ci mette a disposizione, sta per essere assoggettata al potere delle lobbies dell’industria musicale che tramite il Copyright Royalty Board ha deciso di incrementare le royalty che ogni stazione paga per avere l’autorizzazione a mettere in streaming una canzone.

Fino a quest’anno, le web radio pagavano una quota fissa annuale più una percentuale sui profitti: se invece entrerà in vigore il nuovo sistema di calcolo delle royalty, si dovrà pagare una quota (aumentata anche quella) a “performance”. Se una web radio ha 100 utenti, dovrà pagare 100 volte la quota. Il tutto con effetto retroattivo a tutto il 2006, ma con la “rassicurazione” di pagamenti dilazionati nel tempo!

Questo significherà il collasso di tutte quelle web radio di piccole dimensioni, sostenute da appassionati che non hanno le possibilità economiche per resistere a questo terremoto, al contrario dei “Big” del settore. Ciò che mi preme sottolineare è che lo scandalo non è pagare una quota, ma la moltiplicazione per ogni utente: si tratta di una discriminazione bella e buona rispetto ad una radio normale.

Per il giorno 8 maggio è prevista una giornata di silenzio delle web radio in segno di protesta, aspettando il 15, quando si saprà se i vari appelli presentati avranno avuto qualche effetto o se la decisione verrà resa definitiva dalla Corte di Appello del Distretto di Columbia.

Vi invito a visitare il sito SaveNetRadio.org, nato proprio per contrastare l’ennesimo tentativo di monopolizzare la libertà digitale.