Jobs e L'IpodFinalmente uno spiraglio nella lotta al DRM. Dato che nel mio blog si parlerà anche di musica mi premeva sottolineare questa notizia. Da maggio nel Music Store di Apple si troveranno disponibili i brani del catalogo EMI senza il tanto odiato “lucchetto digitale”.

Fin qui la buona notizia: Jobs l’aveva promesso, mandato lettere alle major e l’ha fatto. Bravo, bene, bis verrebbe da dire. Poi l’orrenda verità: te lo diamo il brano sprotetto, ma ci devi dare 30 centesimi in più rispetto ai canonici 99. Rimango molto deluso e non mi basta sapere che il bitrate dei brani in formato AAC è raddoppiato a 256 Kbps per ritornare a quell’illusorio senso di felicità iniziale. Mi sa tanto di risarcimento per i danni che la pirateria potrebbe creare in casa EMI.

Certo, il passo è importante e ne siamo tutti compiaciuti, ma mi viene da pensare che questa sia l’ennesima brutta figura del music business. Ma come, internet non era “il nemico”, che favorendo la libera circolazione incoraggiava l’esercito di pirati con la benda all’occhio e la cuffietta nell’orecchio pronti a copiare, copiare e ancora copiare? Sento già le loro risposte: “Sì, ma se pagate  30 centesimi in più potete fare quello che volete”. Dunque è quello il prezzo della libertà? Speriamo solo che abbiano capito che la qualità e la libertà siamo disposti a pagarla. Anche 1,29 euro.