Oggi parlare di peer to peer (p2p) è diventato più banale di quanto non debba essere. Certo, l’associazione con client di file sharing come Emule è sì giusta, ma alquanto limitativa. Il p2p non è solo scaricare il film, il cd o qualsiasi altro file, ma è una filosofia vera e propria che ha messo in crisi chi ha fatto per anni del diritto d’autore uno scudo e allo stesso tempo un trono dorato da cui dettare legge. Già, perché con un po’ più di attenzione e fiducia nei confronti di noi fruitori, si sarebbe sicuramente evitato di vedere organizzazioni come la RIIA perseguitare adolescenti di 10 anni. Chiaramente questo non vale per chi vede nel file sharing un business criminale.

Anche per quanto riguarda le trasmissioni di immagini in streaming, sia live che registrate, il p2p è più vivo che mai: esistono molti software assolutamente gratuiti che permettono di scambiarsi reciprocamente il segnale inizialmente strimmato da un solo utente che poi lo mette a disposizione degli altri. È un fenomeno in costante crescita e aggiornamento, non più l’hobby di un gruppetto di smanettoni.

 E pare che anche nei centri del potere dei grandi network si siano accorti di tutto ciò. Ma sempre nella maniera sbagliata: non come opportunità di usufruire di una tecnologia in espansione, con un potenziale enorme e che gode di forte attrazione su un pubblico pressoché illimitato, ma sempre come il pericolo, la minaccia dietro l’angolo. Si tratta dunque di mantenere uno status quo, brandendo il vessillo dell’illegalità, delle denunce, dell’oscuramento e chiusura di tanti siti e progetti. Vogliono considerarlo ancora un sottobosco di fissati che si siedono davanti al pc per cercare un modo per vedere le partite gratis.

 Non si sono resi conto della socializzazione che lo streaming, come tutto il p2p, sprizza da tutti i pori. Si creano vere e proprie comunità di persone, appassionati che discutono, condividono e che fanno crescere l’interesse attorno alla loro passione. Interesse che i grandi network cercano di accaparrarsi per far aumentare il proprio audience e il proprio indice di gradimento! Questo non vuole essere un post/manifesto dello streaming p2p, ma sono convinto che senza di esso questo blog non sarebbe mai esistito. Quindi farò molto affidamento sulla p2ptv, che ritengo indispensabile per creare davvero un palinsesto che rispecchi i propri interessi in maniera esaustiva.