Ce lo siamo chiesti fin dagli albori della rete quando questo media sempre più pigliatutto avrebbe inglobato e soppiantato di fatto i suoi oramai vetusti predecessori. La scala evolutiva di Internet è passata sì per le sue fasi neandertaliane e sapiens ma in un tempo medio da record rispetto alla televisione, alla radio o alla stampa tradizionale. Si dirà certo, i tempi sono diversi e fondamentalmente sono d’accordo: ma se ci sono voluti vent’anni per la tv a colori oggi per i pc si sfornano processori dual, quad core in un’escalation di progresso che a volte per l’utente medio è economicamente una disgrazia.

Ma tornando ad internet, il prossimo step evolutivo sarà certamente quello di rappresentare una valida alternativa o addirittura sostituire la vecchia tv. E non solo: ma di superare quella logica generalista e omnicomprendente che vige indisturbata da anni. Si parla molto di progetti come Joost o Babelgum, in fase beta, che stupiscono per qualità e contenuti e che dovrebbero sferrare un bel colpo ad un sistema televisivo che fa fatica a rinnovarsi nonostante i canali satellitari e il digitale terrestre.

Per non parlare di quei software che sfruttando il protocollo peer-to-peer (che terrò molto in considerazione) ci offrono migliaia di canali gratuitamente. Quello che mi fa riflettere è che nonostante la facilità, quasi sfrontata, di utilizzo di tali software, l’ostacolo maggiore alla diffusione di questo metodo di fruizione è la diffusione ancora poco capillare dell’adsl.
Non è più una mancanza di know how, ma di possibilità.

Quanto vivrà ancora la tv generalista è difficile dirlo, certo che se però anche le grandi major iniziano a investire su progetti più o meno mainstream come i già citati Joost e Babelgum, la già fortissima forza di penetrazione di internet nella nostra vita quotidiana sarà davvero inarrestabile.