Premessa: questo post non vuole assolutamente essere una critica politica di nessun genere, ma solo un’amara e convinta presa di posizione.
Ci risiamo. Di solito, in questo periodo si è tutti più buoni, si mangia il panettone e si prepara l’albero con i regali: già, anche il ministro Gentiloni ha deciso di farci un bellissimo regalo. Non faccio in tempo a parlarne, che il solerte ministro ha firmato un bel decreto natalizio che porterà il canone Rai a 106 euro dal 2008.
Altri 32 milioni di euro che vanno a rimpinguare le casse della Tv di stato e le tasche di tanti trash-produttori/programmi/conduttori. E poi devo sentirmi dire che questi soldi servono “per assicurare al servizio pubblico quelle caratteristiche di pluralismo e qualita’ definite anche dal recente contratto di servizio“. Avrei preferito sentirmi dire qualcosa del tipo “Metteremo Malgioglio dappertutto e forse tornerà pure Pappalardo” piuttosto che sopportare queste frasi standard.
Forse ci sarà anche pluralismo, ma la qualità? E’ inutile farsi illusioni, il cavallo morente è davvero il simbolo più appropriato per rappresentare lo stato in cui versa l’azienda. Che Francesco Messina avesse previsto tutto? Il calo è abbastanza netto, le Tv commerciali e satellitari avanzano e le offerte basate sulla rete e i suoi protocolli iniziano ad essere davvero allettanti anche per l’audience più diffidente.
C’è bisogno di una profonda autoanalisi e del coraggio di rimettere in discussione un’istituzione che poteva essere innovativa negli anni ‘60: la corsa sfrenata all’auditel ha costretto ad una pesante svalutazione e ripetitività del palinsesto. Per non parlare della corrente voyeuristica che si è impossessata della programmazione (ma questo fenomeno si riscontra anche nella concorrenza). Certo, anche i fiori nascono nel deserto e non tutto è da scartare, ma l’ultima campagna pubblicitaria della Rai parla chiaro: una televisione che somigli a noi. Beh, non mi sento molto rappresentato a dir la verità.
Perchè non dare ascolto a (San) Gianni Minoli che proponeva di contrassegnare con un bollino i programmi pagati dal canone? Non risolverà i problemi strutturali, ma almeno ci renderemmo conto di dove vanno a finire i nostri soldi e se davvero vengono investiti in pluralismo e qualità.

Dicembre 22, 2007 at 10:10 am
CARISSIMI PROGRAMMATORI TELEVISIVI,AL DI FUORI DI QUALSIASI IDEOLOGIA, SONO STUFO DI VEDERE NEI PROGRAMMI RAI SEMPRE LE STESSE COSE: CARABINIERI UNO , DUE TRE CINQUE … BASTA! E TU ,CARO MINOLI ,FINISCILA COL LIMITARTI AI CRIMINI NAZISTI : E QUELLI PERPRETATI DAI SOVIETICI SONO FIABE ? LA STORIA VA RACCONTATA A TRECENTOSESSANTA GRADI E NON COME FAI TU CARINO MIO BELLO !!!
Dicembre 22, 2007 at 3:44 pm
La cosa più triste non è tanto l’aumento del canone (a cui io sono contrarissimo) ma la destinazione verso programmi molto trash!!
Dicembre 26, 2007 at 3:25 pm
@anonimo: a parte che Carabinieri è una serie che va in onda su Mediaset, posso essere d’accordo con il tuo sfogo iniziale, ma che c’entra Minoli? A parte che se dici una cosa del genere mi dimostri che non hai mai visto i suoi programmi (di qualità), non è il caso di fare della polemica politica e di perdere di vista quello che volevo sottolineare: i nostri soldi vengono investiti malissimo.
@m1979: tutta la faccenda è alquanto triste purtroppo. Possibile che dopo mille leggi per regolare il servizio radiotelevisivo, non si possa avere chiarezza e trasparenza sulla destinazione dei nostri soldi? Poi se qualcuno si “arrangia” non ci vedo nulla di strano…
Dicembre 27, 2007 at 1:03 am
che vuol dire Minoli? in rai non esistono programmi solo finanziati dal canone e programmi solo finanzati dalla pubblicità. Tutti i programmi sono finanziati da tutte e due le entrate.
Michele, non sei l’unico che ha deciso di aprire un blog sulla comunicazione
Dicembre 31, 2007 at 1:04 am
Benvenuto Hamlet!
Dato che come dici tu non esistono programmi che vengono finanziati esclusivamente dal canone, potrebbe essere un’idea molto buona stanziare i nostri soldi per trasmissioni di indubbia qualità. Poi marcarle con un bollino, come dice Minoli, sarebbe un passo avanti verso una meritata trasparenza. Chiaramente navigo nell’utopia
Ho visitato il tuo blog Hamlet, very interesting!
Dicembre 31, 2007 at 6:29 pm
Riguardo al canone, proporne l’abolizione e basta rischia di essere una iniziativa molto qualunquista (come uno che dice “abbassiamo le tasse” e non dice quali servizi ridurre).
Il canone rai (chiamato tassa di possesso della tv perchè fa comodo chiamarla così) non è un’invenzione del re del 1938, è il modo in cui l’Italia ha copiato il sistema britannico, tale sistema era riferito alla radio e nacque nel 1922:
http://technosoc.blogspot.com/2007/12/permission-to-listen-legally-to-radio.html
Perchè non si parla mai delle conseguenze di una eventuale eliminazione del canone? Eliminare il canone vorrebbe dire avere una rai con entrate decisamente minori (a parità di affollamento pubblicitario) e quindi:
- meno soldi per fare tg
- meno soldi per comprare film e telefilm
- meno soldi per fare film e telefilm
- meno soldi per fare varietà
- meno soldi per comprare lo sport
- addio a report e programmi culturali
se milioni di italiani risparmiassero 106 euro e i mondiali di calcio e le olimpiadi fossero solo su sky, sarebbe un “vero progresso”? Se Report fosse chiuso (perchè non ci sono i soldi per farlo), sarebbe “vero progresso”?
Il discorso del canone è intrecciato al discorso del servizio pubblico, non si può parlare di uno senza parlare del secondo.
Ultima cosa: secondo me il canone rai non è legittimato da una legge (altrimenti si potrebbe mettere una legge sul possesso di ogni elettrodomestico
) ma è legittimato dai dati di ascolto. Guarda la pg 533 del televideo rai: ci sono milioni di italiani che ogni giorno guardano i programmi rai (programmi fatti anche con i soldi del canone). Il giorno che tali ascolti dovessero precipitare, allora la ragion d’essere del canone potrebbe venir meno.
Buon 2008!
Gennaio 3, 2008 at 8:46 pm
Caro Hamlet auguri di buon anno anche a te!
Il tuo discorso è molto articolato e per certi versi non fa una piega, ma:
- proporne l’abolizione e basta rischia di essere una iniziativa molto qualunquista
Ritengo che pagare una cifra qualsiasi per un servizio che non rispecchia l’attuale evoluzione dei consumi mediali sia inutile.
- Eliminare il canone vorrebbe dire avere una rai con entrate decisamente minori
Meglio un servizio pubblico più snello e con meno fronzoli, più di interesse collettivo: per fiction, film e trasmissioni varie ci sono le reti private.
- se milioni di italiani risparmiassero 106 euro e i mondiali di calcio e le olimpiadi fossero solo su sky, sarebbe un “vero progresso”? Se Report fosse chiuso (perchè non ci sono i soldi per farlo), sarebbe “vero progresso”?
Con 106 euro ci si abbona a sky e si acquista non solo il pacchetto calcio, ma anche quello mondo, cinema e sport (il costo mensile è di 59 euro): http://www.sky.it/corporate/pagine/pacchetti_servizi/schede_servizi/servizio_prezzi/servizio_prezzi.shtml
E non solo, il vero progresso è il modo in cui si fruisce: è la scelta di cosa vedere, mentre è impossibile divincolarsi dal palinsesto rai. Più progresso di così!
- Il discorso del canone è intrecciato al discorso del servizio pubblico
Sono perfettamente d’acordo e se non riscontro un servizio pubblico soddisfacente non vedo il motivo di finanziarlo.
- ci sono milioni di italiani che ogni giorno guardano i programmi rai (programmi fatti anche con i soldi del canone). Il giorno che tali ascolti dovessero precipitare, allora la ragion d’essere del canone potrebbe venir meno.
Hai ragione, solo con un calo importante degli ascolti si potrebbe avere lo shock necessario per decidere di cambiare radicalmente le logiche del servizio pubblico. Sia chiaro: io non mi sto augurando la morte della Rai, ma solo un suo forte e repentino rinnovamento. Se il canone fosse abolito, la Rai avrebbe sicuramente meno risorse, ma per come le hanno investite non è detto che sia un male
Gennaio 3, 2008 at 10:23 pm
Michele “Con 106 euro ci si abbona a sky e si acquista non solo il pacchetto calcio, ma anche quello mondo, cinema e sport (il costo mensile è di 59 euro):”
Michele penso tu abbia fatto confusione tra canone mensile e canone annuale.
Con 106 Euro l’anno, sky si mette a ridere.
La mia proposta (se si ritenesse giusta, si potrebbe tentare di farla circolare) è questa:
- canone rai facoltativo, chi paga ha una scheda per vedere la rai (come la scheda mediaset premium), chi non paga NON può vedere la rai
Proposta che considero decente e non demagogica (a differenza di quelli che vogliono l’abolizione del canone e poi si vedono i programmi della rai)
Gennaio 4, 2008 at 4:48 pm
In effetti ho fatto un pò di confusione
Ma in realtà volevo dire che sky è parte del progresso, non di certo il srvizio che incarna in toto la mia idea di “progresso mediale”: siamo vicini, ma ancora non abbastanza, alla fruizione in podcast.
Poi diciamoci la verità, anche pagare al massimo 59 euro al mese x 1 anno (708 euro) per avere la soddisfazione e la certezza di aver scelto solo quello che veramente ci interessa…e sono sicuro che i prezzi caleranno
La tua proposta non è sicuramente demagogica, ma non mi sembra applicabile: Mediaset Premium è sul digitale terrestre ed è giusto che sfrutti una scheda a pagamento. La Rai è un servizio storicamente pubblico e non equiparabile ai servizi privati (almeno sotto questo punto di vista). E non potrebbe nemmeno avvicinarsi ad un sistema di pagamento simile a quello di Sky, cosa che secondo me, decreterebbe il suo spegnimento.
Io guardo i programmi Rai, ma non mi sento ipocrita: di certo non guardo reality et similia, ma solo quello che rispecchia i miei gusti…e se devo pagare per delle cose che non vedo, beh, non mi sento un utente soddisfatto.
Ma poi so benissimo che è quel 90% dell’audience (che guarda robaccia) a decidere i palinsesti e la loro qualità…
Gennaio 4, 2008 at 7:02 pm
sky va bene, ma chi se la può permettere? sicuramente non tutti.
Il servizio pubblico serve proprio a quello: a dare un’informazione decente a un prezzo basso
se eliminiamo la rai, non ci rimettono le persone colte, ma milioni di persone di bassa istruzione che hanno la tv come unica fonte di informazione. Vogliamo fregarcene di questi?
per quale motivo la mia proposta non si potrebbe fare? Vorrei ricordarti che entro il 2012 tutta l’Unione Europea deve aver spento la tv analogica terrestre e rimarranno accesi solo i canali digitali terrestri (il satellite è un altro discorso)
se c’è una parte d’Italia che non vuole pagare il canone, se c’è una parte d’Italia che evade non pagandolo; perchè non far vedere la rai solo a chi paga? Così nessuno si lamenterà più
Gennaio 6, 2008 at 1:39 pm
Il discorso è un pò più complicato: dare informazione a basso costo va bene, ma per le persone meno colte che hanno la Tv come fonte d’informazione ci sono le reti private sia nazionali (vedi Mediaset che ha i telegiornali più seguiti) che locali. Non credo che nessuno si lamenterebbe.
Ti ripeto che non voglio lo spegnimento della rai, ma solo un rinnovamento che porti ad una qualità del servizio che giustifichi davvero il pagamento di un canone annuale e lo dico soprattutto in funzione della data del 2012.
Non vedo futuro in una trasposizione digitale della Rai così com’è: gli avversari sono già sul campo e questo a casa mia è un notevole vantaggio non solo in campo logistico, ma anche per una questione di fidelizzazione.
Per non far lamentare la gente bisognerebbe seguire il modello di scelta che propone Sky, non spegnere la tv a chi non vuole pagare, a mio avviso. “Paghi quello che vuoi vedere” contro “paghi e ti becchi tutto o niente”. Sai quanta gente direbbe ciao ciao alla Rai?
Gennaio 9, 2008 at 11:41 pm
“Paghi quello che vuoi vedere” a me andrebbe bene. Chi paga il canone vede tutto; chi non vuole pagare il canone si compra gli eventi singoli. Vuoi vedere il tg? Paghi 40 centesimi. Vuoi vedere un film? Paghi 1 euro. Vuoi vedere un quiz? Paghi 50 centesimi.
Ti andrebbe bene?
(nel modello sky, chi non paga non vede nulla)
“Sai quanta gente direbbe ciao ciao alla Rai?” Lo so, proprio per questo propongo un modello del genere. L’utente va guadagnato.
Gennaio 10, 2008 at 10:15 am
Direi che siamo arrivati ad un buon compromesso Hamlet!
Il modello Sky applicato alla situazione Rai si potrebbe riassumere benissimo in quello che proponi. Poi a livello di puro marketing, si potrebbero vendere pacchetti comprensivi di vari eventi, dallo sport all’intrattenimento. Unica eccezione sarebbero i TG, nazionali e regionali che mi piacerebbe rimanessero visibili.
Beh, così mi sembra che vengano soddisfatte le esigenze di tutti i vari tipi di audience: un bel guadagno, no?