Novembre 23, 2007
Canone Rai=DRM?
Posted by Michele under palinsesto, riflessioni, trasmissioni televisive, tv | Tag: Rai, canone, on demand, DRM |Probabilmente non ho né le competenze né le conoscenze adatte per andare a fondo nell’annosa faccenda che riguarda il Canone Rai, ma da sostenitore di una fruizione libera, orientata all’on demand e scollegata dalle arcaiche logiche che hanno fin’ora regnato in ambito televisivo, mi sono posto delle domande.
Avete mai provato a pensare il canone come un DRM o, perlomeno, come un tentativo di imporre un sistema chiuso?
Io credo che ogni sistema chiuso sia destinato prima o poi a fallire: figuriamoci se tenta anche di proteggersi, usando varie limitazioni. Non si fa altro che scoraggiare l’utilizzo (nel migliore dei casi) o incitare a violare la limitazione. Soffermandomi sulla pagina relativa al DRM su Wikipedia, vi riporto un piccolo paragrafo che mi sembra interessante:
Le caratteristiche dei DRM
- Soddisfare le esigenze di protezione delle grandi imprese multinazionali nei confronti della libertà dell’utente;
- Sviluppare modelli di business rigido, dove l’utente può solo sottostare ai termini a lui imposti;
- Impedire all’utente il libero accesso ai file.
Se analizzo le tre voci, guardando al sistema televisivo italiano, potrei interpretarle in questo modo:
Le caratteristiche del Canone Rai
- Soddisfare le esigenze di denaro di chi (copiando format) ha ideato, realizzato programmi trash che azzerano il livello di qualità del palinsesto;
- Sviluppare modelli di fruizione rigidi, dove l’utente può solo sottostare ai termini a lui imposti;
- Impedire all’utente il libero accesso alle trasmissioni, legandolo alla diretta;
Magari sono un pò radicale nelle mie posizioni, ma una tassa imposta con un decreto regio del 1938 dovrebbe essere quantomeno rivista ed aggiornata ai nostri tempi: mi sa che persino il cavallo di Viale Mazzini ha capito che le esigenze stanno cambiando. Non è possibile che non si possa possedere un televisore senza pagare il canone. O addirittura vedersi tassare il PC, il videocitofono, il videofonino, dispositivi portatili, macchinette digitali, modem, decoder, iPod e lettori mp3/mp4 dotati di schermo, videoregistratori e lettori dvd. C’è ancora tanta gente legata alla vecchia TV, ma anche tanta gente che desidererebbe una TV nuova, a misura di nuovo millennio: una via di mezzo che strizzi l’occhio al futuro sarebbe la soluzione ideale.
Che bello sarebbe poter (non) avere Giurato, Galeazzi, la Ventura, Giletti, Alda d’Eusanio, Milo Infante e tutto quel simpatico guazzabuglio di personaggi, a (non) disposizione on demand…
Per altre informazioni sul canone e per firmare la petizione per abolirlo potete cliccare qui

Novembre 24, 2007 at 6:05 pm
il canone non è pagato per la rai, ma per il possesso di uno o più apparecchi atti a ricevere segnale televisivo. c’è chi dice: non voglio vedere i canali rai e non pago il canone. E’ un errore madornale. Prova ne è il fatto che anche chi possiede un pc debba pagare il canone. Per la verità, da studi fatti, se si seguisse alla lettera la legislazione, anche i possessori di forni a microonde, ad esempio, dovrebbero pagare il canone, dato che l’apparecchio in questione, con opportune modifiche a modici costi, potrebbe diventare mezzo atto alla ricezione del segnale televisivo.
che poi sia giusto o meno pagare il canone è un’altro discorso. il mio intervento vuole solo fare chiarezza sull’associazione erronea che di solito c’è tra canone e rai.
Novembre 24, 2007 at 6:59 pm
Infatti nel post ho scritto “Non è possibile che non si possa possedere un televisore senza pagare”. Che è una grandissima limitazione posta dalla RAI che ti manda gli esattori se non paghi. E anche se non ho menzionato il forno
ho scritto di tutto quello che è possibile tassare. A me sembra abbastanza vergognoso. Hai ragione quando dici “non voglio vedere i canali rai e non pago il canone. E’ un errore madornale”, ma il fatto di pagare una tassa per il possesso di un apparecchio e non per l’utilizzo, oggi nel 2007, mi sembra abbasatanza impensabile. La tecnologia ha fatto qualche passo avanti rispetto al ‘38 e sarebbe opportuno che il canone rai venga aggiornato: anche perchè a quei tempi non c’erano le tv private, i canali satellitari, le tv legate al web etc…che non sono un servizio “statale”.
Novembre 25, 2007 at 5:57 pm
E’ ancora peggio quello che dice petrescu perchè vorrebbe dire che noi paghiamo la rai non per un loro servizio ma per possedere un televisore. Ragionando così quel denaro dovrebbe andare ai fabbricatori di tv..perchè sono loro che offrono il servizio che “paghiamo”.
Novembre 25, 2007 at 8:01 pm
Sì, infatti l’ho detto che pagare per il possesso è scandaloso: ma lo è se rapportato ai nostri tempi. Quando c’era solo la RAI era scontato che possedere un apparecchio ricevente significasse guardare i canali di stato. Ora la situazione(per fortuna)è totalmente diversa e le alternative non mancano…lo ripeterò all’infinito: urge un adeguamento del decreto!!! E comunque, anche se si tenta di svincolare i soldi del canone dal palinsesto, mi sembra chiaro che, anche indirettamente, un legame ci sia
Novembre 25, 2007 at 8:21 pm
ma se non paghiamo il canone alla rai, fallisce
Novembre 26, 2007 at 9:52 am
Non credo che il canone sia la fonte unica di sostentamento per la RAI. Ma a parte questo, nessuno vuole che fallisca: solo che pagare una tassa assurda per un motivo assurdo mi sembra ingiusto. Si può concepire un abbonamento o altre forme di pagamento che includano non solo di poter vedere i canali RAI, ma anche di poter scaricare le puntate di ogni trasmissione, film, show, ad esempio. Insomma, non sono i 100 euro annuali il problema, ma l’uso “primitivo” e anacronistico che si fa di tale denaro.
Dicembre 19, 2007 at 7:16 pm
[...] già, anche il ministro Gentiloni ha deciso di farci un bellissimo regalo. Non faccio in tempo a parlarne, che il solerte ministro ha firmato un bel decreto natalizio che porterà il canone Rai a 106 euro [...]